Al nord: Paihia

Dopo un pranzetto impegnativo in uno dei peggiori bar di Paihia, andiamo verso le cascate di Haruru. La folla locale ci accoglie festante.

Le cascate di Haruru sono molto graziose, a ferro di cavallo. Il suo fiume, Waitangi river, si addentra in una specie di giungla. 

Percorriamo per qualche centinaia di metri il verde, nella speranza di incontrare il desiderato kiwi. Addentrandoci nella foresta veniamo innondati da un insieme di colori, odori e rumori: tutt’intorno a noi un caleidoscopio di verdi e marroni, tanti uccelli canterini e questo odore, forte ed energizzante, di muschio, di terra, di miele, di vita.

Facciamo ritorno al nostro appartamento e dopo una breve ricognizione sul da farsi nei prossimi giorni siamo di nuovo fuori, sul lungomare, a provare a crederci davvero, di essere dall’altra parte del (nostro) mondo ed essere cosi’ fortunati.

Cena divertente a base di antipasti: Matteo fallisce credendo di aver un palato raffinato da mangiare solo 6 ostriche, io prendo un’insalata con rucola e noci, pera arrostita ed un formaggio di capra. 

Considerando i balordi del pranzo, che stiamo ancora digerendo, decidiamo di camminare fino a casa e ci addormentiamo alle 21.11 sul divano.

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