da Pahia a Pauanui

Quando sulla via vieni chiamato dai segnali, non puoi dire di no. In fondo non sai se avrai mai la possibilita’ di tornare e quindi meglio approfittarne… Stiamo percorrendo la nostra strada quando ci appare il cartello delle Kawiti Glowworm Caves: grotte con i vermi fosforescenti. 

So che cosa state pensando, che evidentemente non siamo normali! Beh, vi svelo un segreto: avreste dovuto capirlo ben prima di arrivare a leggere questo post!

Purtroppo all’interno non e’ possibile fare foto, ma lo spettacolo lascia davvero senza parole! Sembra di essere stesi in un prato a rimirare le stelle, come facciamo a passo Lavazze quando non c’e’ nessuna luce per decine di metri. Invece siamo in una grotta, al fresco e all’umido, con il rumore dei ruscelli che ci culla e queste stelline, fatte di vermini che brillano. Emozionante? raccapricciante? soprendente? una somma di tutto questo. Non restiamo a bocca aperta solo perche’ vorremmo evitare che uno di questi graziosi vermini ci cadesse dentro, anche se al Cocorico’ saremmo di gran moda!

(riferimenti: Kawiti Glowworm Caves, ditteri micetofilidi)

All’uscita, incrociamo un altro cartello per vedere le Toilettes d’autore di Hundertwasser, a Kawakawa.Non possiamo perderle, o forse si. La visita della citta’ e’ leggermente inquietante e le toilettes d’autore sono effettivamente in uso.

Procediamo sulla strada verso il prossimo hotel.

Non so esattamente che cosa succeda, so che siamo sulla strada verso Pauanui e comincia a tramontare il sole, la pioggia comincia a scendere, cosi’ come anche la lancetta che misura il pieno della macchina. Fino ad oggi non siamo ancora riusciti a prelevare, pagare o stampare bigliettoni neozelandesi con le nostre carte (grazie mamma Caty, non ti hanno clonato la carta, sono che io che ricorro ai mali estremi perche’ evidentemente anche la tua banca ai prelievi intercontinentali dice “si, perche’ ho detto cosi'”). 

La strada non finisce mai, intorno a noi solo buio, pioggia e tanta voglia di arrivare. Nel frattempo, come sempre, mentre Matteo guida, il mio compito e’ quello di leggere ad alta voce la guida: che cosa dovremo fare poi a Pauanui? perche’ dobbiamo fare tanta strada in un giorno? Sulla guida non leggiamo niente di particolare, parla solo delle spiagge della penisola di Coromandel, ma qui l’estate non accenna ad arrivare per almeno un altro mesetto.

Matteo sogna la birra che berremo appena arriveremo, io sono meno speranzosa, comincio a fare mente locale con il cibo che abbiamo comprato prima di partire da Paihia: abbiamo gia’ pranzato con pane formaggio e pastrami, riusciremo anche a cenarci?

Arriviamo al nostro “motor lodge”sotto una pioggia srosciante. E’ buio, sono le 22. Non capiamo come siamo in un campeggio in un mese paragonabile al nostro tardo marzo. Apriamo la porta scorrevole della reception e veniamo investiti da una forte luce e dalla voce squillante della proprietaria.

“Welcome darling, you made it! have you eaten?”

Insomma, 18.000 km per trovarci davanti alla classica nonna italiana, cui non interessa che non arrivassi e fuori piovesse e fosse buio, lei ti chiede l’unica cosa davvero importante: avete mangiato?

Mentre il marito e’ gia’ andato nel nostro specie-di-bungalow ad accendere il termosifone (si’, avete capito bene! termosifone!) e a mettere qualche birra nel frigo.

Ci propongono del cibo surgelato da scaldare nel microonde, decliniamo l’offerta: abbiamo cio’ che resta del pranzo e una buona dose di sonno che colmera’ il resto della serata.

Stasera siamo stanchi, sballotati, non ci resta che chiudere gli occhi tenendoci vicini: il bungalow e’ freddo, ma abbracciati tutto sembra diverso. La pioggia picchietta sui vetri e dopo alcuni giorni in mezzo a cose molto belle ma molto effimere, un ritorno alla semplicita’ priva di sfarzi e’ quello che ci serve. Buonanotte!

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